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Quali sono le attività più semplici da proporre a bambini e bambine dai 6 mesi ai 2 anni? Questa è una fascia di sviluppo particolarmente importante, perché vede progressi come l’imparare a stare seduto o a gattonare e le prime parole dei piccoli. Come insegnar loro anche il gioco?

Cerchiamo qui di trovare risposta a queste domande per capire meglio l’ampissimo mondo del gioco.

Non tutti i bambini e bambine giocano allo stesso modo, questo è chiaro.

In linea di massima però nel corso della crescita si ha una naturale evoluzione delle modalità di gioco che segue anche lo sviluppo del bambino o bambina.

Nei loro primi mesi di vita i piccoli devono scoprire il mondo attorno a loro e per farlo usano i loro sensi per capire come sono fatti gli oggetti; quando arrivano circa ai 12 mesi subentra poi la curiosità di capire anche come funzionano gli oggetti e qual è il loro scopo.

In corrispondenza di queste due fasi successive, possiamo riconoscere due diverse modalità di gioco. Si tratta di giochi che prevedono che il bambino o bambina possa essere il più autonomo possibile, e tuttavia questo non toglie che per l’adulto sia importante riconoscere questi pattern di gioco, in modo da poter intervenire, anche in modo minimo, per stimolare il piccolo.

 

COME SONO FATTI GLI OGGETTI? IL GIOCO EURISTICO

La fase di scoperta degli oggetti e della loro costituzione è ben supportata dal gioco euristico.

A differenza di quanto molti possono credere, il gioco euristico non è frutto della pedagogia montessoriana (sono moltissimi i giochi attribuiti erroneamente a Maria Montessori! Se ti interessa conoscere quali sono e imparare a distinguerli dai giochi effettivamente montessoriani, leggi questo articolo).

La sua teorica, infatti, è la psicopedagogista Elinor Goldschmied, che lo definisce come un’attività di esplorazione e ricerca rivolta prevalentemente a bambini e bambine dai 6 mesi fino circa ai 18 mesi e permette loro, in autonomia e attraverso ripetute prove ed errori, di sperimentare e mettere in relazione un insieme di oggetti. Questo è il modo tipico di procedere dei bambini e delle bambine durante la scoperta del mondo attorno a loro (se sei curioso di approfondire il discorso su come funziona il processo di apprendimento e di memorizzazione dei bambini, abbiamo scritto un articolo completamente dedicato all’argomento!).

Come impostare il gioco euristico?

  • Si inizia con la predisposizione di una serie di sacchetti (come questi per esempio) che contengono vari materiali: oggetti di uso comune, foglie, pigne, chiavi, tappi, mollette… . Sono tantissimi gli oggetti – purché siano sicuri – che si prestano alla dinamica del gioco euristico.
  • Una volta disposti i sacchetti, si lascia che il bambino o bambina li esplori e scopra il loro contenuto in totale autonomia finché non perde interesse.
  • A quel punto lo si può coinvolgere nella fase del riordino, riponendo gli oggetti secondo la suddivisione iniziale.

Va da sé che questa modalità di gioco può “crescere” insieme al bambino o bambina: è sufficiente modificare gli oggetti scelti, in modo da suscitare nel piccolo sempre nuova curiosità di esplorazione.

 

GIOCO EURISTICO E IL CESTINO DEI TESORI 

La forma di gioco euristico più famosa è probabilmente quella del cestino del tesoro. Anche in questo caso, ci troviamo davanti a un’attività erroneamente attribuita a Maria Montessori: la teorizzatrice di questo cestino è sempre Elinor Goldschmied.

Le differenze principali rispetto al classico gioco euristico sono due:

  • al bambino o bambina non vengono presentati dei sacchetti, ma singoli oggetti (magari di dimensioni più grandi, che quindi si accordano con il gioco per bambini più piccoli, anche di 6 mesi)
  • questi oggetti sono raccolti all’interno di una cesta o di un contenitore

Lo scopo principale di questa attività è la stimolazione sensoriale, ecco perché si prediligono materiali naturali, primo fra tutti il legno, a quelli sintetici.

Come riempire il vostro cestino del tesoro?

Per avere alcune idee di oggetti e materiali che possono esservi inclusi, si può pensare a oggetti di uso quotidiano che si possono già trovare in casa: spazzole, campanelle, gomitoli di lana, mestoli, chiavi, scatoline di metallo, spugne. Oltre a questi, sono adatti a questa attività vari tipi di materiali sciolti: oggetti in legno di varia forma o dimensione (quadrata, sferica, cubica, a bacchetta, o altre forme: vanno tutte bene!), pezzi di stoffa, nastri, ma anche oggetti sferici, come delle palline di polistirolo o di plastica, che possono essere riciclate per altri giochi destrutturati.

Il cestino del tesoro è pensato per bambini e bambine ancora piuttosto piccoli ma che possono in tutta sicurezza giocare in autonomia: non è richiesto che un adulto intervenga durante il gioco. Come ricordano anche gli educatori montessoriani il ruolo del genitore resta principalmente quello di supervisore. Questo significa che da un lato sarà necessario controllare costantemente l’attività di gioco, perché spesso gli oggetti proposti non sono propriamente giochi e quindi non sottostanno a tutte le norme e le regole di sicurezza dei giocattoli.

Dall’altro, dal momento che i bambini che usano gli oggetti del cestino oltre a toccarli, spesso li buttano a terra e li portano alla bocca, è importante ricordare di igienizzare correttamente il contenuto del cestino e sostituire gli oggetti rovinati.

A COSA SERVONO GLI OGGETTI? IL GIOCO SIMBOLICO

Nella scoperta della funzione che hanno i vari oggetti, compie un ruolo fondamentale il processo di imitazione, che porta istintivamente i bambini e le bambine a copiare le modalità di utilizzo dei vari oggetti dai propri genitori o dagli adulti che hanno intorno.

Ecco che bambini e bambine, a partire dai 2 anni, iniziano a giocare sempre più “facendo finta di”, ripetendo gesti visti durante la quotidianità e conosciuti.

Crescendo, la tendenza nei piccoli è quella di approfondire sempre di più questa finzione: si rendono conto che gli oggetti impiegati durante il gioco sono finti, ma come osserva Chiara Borgia, pedagogista specializzata nei percorsi di crescita dei bambini:

«il pensiero è separato dagli oggetti e l’azione nasce dalle idee più che dalle cose: un pezzo di legno comincia a essere una bambola e un bastone diventa un cavallo».

Bambini e bambine, infatti, hanno la capacità di immaginare persone, luoghi e situazioni, sfruttando le somiglianze fra ciò che hanno attorno e ciò che immaginano.

Quello che un adulto può fare è lasciare che il bambino o la bambina giochi in autonomia:

  • può intervenire offrendo il supporto di materiali destrutturati che ben si prestano al gioco simbolico.
  • può anche stimolare il più possibile la sua fantasia. A questo scopo, quindi, sono ottimi vari giochi, anche più strutturati, che funzionano secondo gli stessi principi creativi: imparando a usare quelli, il bambino o bambina sarà più stimolato durante il proprio gioco. Strumenti di questo tipo sono ad esempio il raccontastorie, le storie al cubo o in generale ogni gioco che stimoli la sua creatività e fantasia.
  • può stimolare il bambino nell’impiego della propria creatività senza che questa sostituisca o confonda le attività di finzione con quelle di “vita pratica” (come apparecchiare, sparecchiare, tagliare, lavare, vestirsi secondo gli insegnamenti montessoriani). Queste restano infatti attività altrettanto importanti: se il bambino o bambina ha chiaro lo scopo di ciò che gli viene proposto, saprà distinguere da sé la realtà dalla finzione.
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