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Cosa sono i “giochi” Montessori?

Innanzitutto, non è molto corretto parlare di gioco, perché il termine deriva dal latino iŏcus, che significa scherzo, burla, ma l’attività libera del bambino non è assolutamente uno scherzo!

Maria Montessori ha capito infatti, che bambini e bambine svolgono tutte le loro azioni con la massima serietà: infilano un bottone nella scatola e affinano la loro manualità, impilano i cubi della “torre rosa” e sperimentano il concetto di “grande” e di “piccolo”. 

Come pedagogista e come medico, Montessori ha progettato e ideato molti strumenti educativi utilizzati per sviluppare competenze specifiche. Questi materiali sono rimasti immutati nel tempo e ancora oggi vengono utilizzati da educatrici e educatori che seguono il suo approccio.

Oggi sul mercato puoi trovare tantissimi giochi che si definiscono montessoriani, ma come fare a capire quali si rifanno veramente a quel principio?

I giochi, o meglio i materiali Montessori sono stati pensati perché rispettino caratteristiche ben precise, in modo da rientrare nel percorso di un determinato approccio pedagogico.

Qui ti aiutiamo a distinguere cosa è montessoriano da cosa non lo è: in modo da guidarti in scelte più consapevoli e informate.

I GIOCHI MONTESSORI HANNO UNO SCOPO PRECISO

Maria Montessori ha posto alla base del suo approccio educativo il fatto che ogni attività debba avere uno e un solo scopo educativo preciso. Se così non fosse, il tuo bambino o la tua bambina non si concentrerebbe su ciò che ha davanti perché si distrarrebbe con i troppi elementi o con le molte possibilità di utilizzo del materiale, rischiando in questo modo di perdersi.

Un esempio di tipico gioco montessoriano sono le carte della nomenclatura, un materiale usato per la lezione in tre tempi: anche queste carte devono rispettare delle caratteristiche ben precise.

Anzitutto, prevedono l’uso del corsivo: per Maria Montessori infatti, bambini e bambine devono iniziare dal corsivo e non dallo stampato come si fa generalmente a scuola, perché il corsivo con le sue rotondità è più naturale e istintivo. In effetti, quando iniziano a scarabocchiare verso i 3 anni, lo fanno eseguendo cerchi e forme tonde e senza mai staccare la matita dal foglio.

Le carte della nomenclatura sono inoltre decorate con fotografie e non con disegni. Questo perché le fotografie sono fedeli alla realtà e bambini e bambine prima ancora di decifrare disegni fantasiosi, devono capire la realtà.

I GIOCHI MONTESSORI HANNO UNA SOLA QUALITÀ

Questo è uno degli aspetti più importanti dei materiali montessoriani, perché garantisce che il tuo bambino o la tua bambina non si distragga con tanti stimoli diversi, e che dunque possa focalizzarsi su un’unica qualità del gioco: colore, forma o materiale.

Per esempio, un’impressione tattile come la rugosità risulta più evidente se l’oggetto non trasmette colore.

A questo scopo può essere utile inserire sempre nel gruppo di materiali il grado “minimo” e il grado “massimo” (ad esempio liscio e ruvido) in modo che due oggetti, messi a confronto, mostrino chiaramente attraverso il loro contrasto la loro caratteristica specifica.

Questa tendenza a veicolare l’attenzione su una sola qualità è valida per gli strumenti usati a qualsiasi età. Ad esempio, le giostrine montessoriane sono state ideate appositamente per essere usate senza le interferenze di altri stimoli, in modo che il tuo bambino o la tua bambina possa concentrarsi sulla messa a fuoco degli oggetti.

I GIOCHI MONTESSORIANI PERMETTONO L’AUTOCORREZIONE

Il principio “aiutami a fare da me”, che sta alla base di tutto il metodo montessoriano, prevede che durante le attività il tuo bambino o la tua bambina si autocorregga senza l’intervento di una persona esterna. Questo è estremamente importante, perché se educhiamo fin da piccoli bambini e bambine a evitare l’errore, li porteremo a bloccarsi e a temere il giudizio o l’intervento esterno. Se invece comprendono di avere tutte le capacità per monitorare le proprie azioni ed eventualmente aggiustarle in corso d’opera, si sentiranno più autonomi e questo sarà per loro una fonte di soddisfazione e di fiducia in sé stessi.

I GIOCHI MONTESSORI INVITANO ALLA MANIPOLAZIONE

Secondo Maria Montessori “la mano è l’organo dell’intelligenza” e i concetti si fissano meglio e più a lungo se c’è esperienza diretta e manuale. Così, i materiali Montessori nascono per essere sfruttati e maneggiati dal tuo bambino o dalla tua bambina in modo che possano entrare in confidenza con le parti che li compongono e sviluppare le loro abilità.

Per questo i giochi Montessori, per non rompersi, devono essere solidi e di qualità. In genere di legno.

I GIOCHI MONTESSORIANI SONO ESTETICAMENTE BELLI

Gli oggetti montessoriani sono attraenti per bambini e bambine. Il colore, la lucentezza, l’armonia delle forme, sono studiati in maniera da attirarli: i bei cubi rosa, le spolette, forme che “parlano” al tuo bambino o bambina, invitando a usarli, a scegliere gli oggetti che più si adattano alle sue esigenze di sviluppo.

COSA NON È UN GIOCO MONTESSORI

Dopo aver capito quali sono le caratteristiche dei giochi Montessori, sarà facile per te capire quali giochi in commercio non sono montessoriani:

  • Pannello sensoriale Montessori: tutti i giochi realizzati con più materiali o che presentano luci e/o suoni non potranno essere montessoriani, perché sottopongono bambini e bambine a molti stimoli differenti. Uno dei giochi non montessoriani più fuorvianti è probabilmente questo, il cosiddetto “pannello sensoriale Montessori”, che presenta un’ampia varietà di strumenti, che però rischiano di disperdere l’attenzione del bambino o della bambina, senza che riesca a focalizzarsi su niente in particolare.
  • Arcobaleno di legno: questo è un esempio di gioco che di fatto non ha uno scopo di utilizzo specifico. Quindi, non avendo nessun obiettivo educativo, non può essere definito montessoriano.
  • Montessori flashcards: non sono montessoriane le versioni di carte della nomenclatura che hanno i nomi scritti in stampato e non in corsivo e nemmeno quelle che hanno disegni anziché fotografie.
  • Torre Montessori: detta anche “torre dell’apprendimento” o “sgabello Montessori”. Si tratta di un rialzo per consentire a bambini e bambine di raggiungere il tavolo o il piano della cucina e collaborare con gli adulti. Tuttavia, per Maria Montessori è indispensabile dare al bambino e alla bambina un mondo a sua misura: sarà quindi l’adulto ad abbassarsi per interagire e non viceversa.
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