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Per poter ottimizzare lo sviluppo del bambino, Maria Montessori nel corso della sua carriera lavorativa, progetta, crea ed inserisce nel metodo Montessori procedimenti e metodo educativi quali la lezione dei tre tempi.
Aiutami a fare da me” è il concetto cardine di tutto il metodo, è la richiesta del bambino alla quale Maria Montessori risponde con un ambiente a sua misura, in modo che tale che possa scegliere liberamente le attività che desidera svolgere. Le attività montessoriane consistono in specifici materiali che devono poter essere usato dal bambino in completa autonomia, in modo che possa rendersi conto degli eventuali errori commessi senza l’intervento dell’adulto.
È infatti attraverso il controllo dell’errore e la ripetizione che il bambino apprende il concetto su cui sta lavorando.

Le carte delle nomenclature montessoriane

Le Carte delle nomenclature sono raccolte d’immagini organizzate secondo criteri di ordine sensoriale o culturale o secondo insiemi logici di appartenenza. Quindi ad esempio, le carte delle nomenclature delle razze di cani, oppure del corpo umano, o ancora degli utensili della cucina.
Esse rispondono alla “fame” di parole e di novità “culturali” che il bambino manifesta sin dalla prima infanzia quando le parole lo attraggono in particolare modo perché sono percepite come strumento di scoperta.

“La sete di parole nei bambini di questa età è insaziabile e la possibilità di impararne inesauribile”,

Maria Montessori.

Le carte delle nomenclatura montessoriane si presentano in tre set distinti: un set con immagine e parola scritta, un set di sole immagini “mute” e un set di sole scritte. Il particolare assetto di questo materiale permette all’educatore e all’educatrice di proporre attività seguendo il metodo della lezione in tre tempi.

La lezione dei tre tempi

La lezione in tre tempi è un metodo d’insegnamento ideato da Maria Montessori che ha tre finalità ben precise:

  • sviluppare il linguaggio del bambino
  • arricchire il suo vocabolario
  • far conoscere e associare i nomi degli oggetti 


Già dai 9 mesi, la lezione in tre tempi può essere introdotta per far conoscere i nomi degli oggetti attraverso le carte della nomenclatura e arricchire il vocabolario del bambino, il quale impara a riconoscere gli oggetti associandogli la giusta nomenclatura, forma o colore .
Da quest’età, infatti, anche se il bambino non è ancora in grado di esprimersi a parole può comunque assimilare nella sua mente assorbente ciò che l’ambiente e noi adulti abbiamo da offrirgli, imparando così presto a riconoscere molti oggetti di uso comune.

Caratteristica fondamentale di questo metodo d’insegnamento è appunto la suddivisione della lezione in 3 tempi consecutivi.

Prepararsi alla lezione dei tre tempi

Per preparare questa lezione montessoriana sarà sufficiente munirsi di:

  • Un tappetino comodo, tinta unita o comunque privo di disegni
  • Tre o quattro carte delle nomenclature raffiguranti oggetti o animali
  • Un sacchetto o cestino in cui vengono conservate le carte

Per ottimizzare la lezione è necessario scegliere un luogo e una condizione priva di distrazioni per mantenere sempre accesa la concentrazione e l’attenzione del bambino.
La lezione dev’essere:

  • breve e concisa, limitando l’uso delle parole
  • proposta in maniera chiara e semplice limitandosi al raggiungimento del suo fine
  • focalizzata agli oggetti che si presentano

Per una buona riuscita della lezione altro fattore essenziale che bisogna sempre tenere in considerazione è la concentrazione del bambino e il rispetto dei suoi tempi.
Quindi risulta fondamentale trovarsi in un ambiente circoscritto come ad esempio un tappetino in una stanza, e in un ambiente privo di elementi di disturbo che potrebbero distogliere l’attenzione del bambino.

Primo tempo della lezione montessoriana

La prima tempo della lezione montessoriana può essere proposta a partire dai 9 mesi. L’obiettivo è far associare un nome all’immagine presentata dalla carta.
In questo primo tempo presentiamo al bambino la prima carta tra quelle selezionate.
Presentando una carta alla volta, pronunciamo il nome dell’oggetto rappresentato parlando molto lentamente, in maniera chiara e con voce forte.
Il bambino, in questo modo, ha la possibilità di percepire bene e chiaramente tutti i suoni che compongono quella parola.
Dopo aver pronunciato il nome dell’oggetto rappresentato sulla carta, la si pone sul tappetino e si lascia che il bambino possa osservarla e manipolarla per tutto il tempo che gli occorre.
Solo quando avrà finito, potremo presentargli una nuova carta. Terminata la presentazione delle singole carte, vengono riposte tutte sul tappetino e rinominate una dopo l’altra indicandole. Nuovamente lasciamo al bambino il tempo necessario per osservarle e manipolarle.

Secondo tempo della lezione montessoriana

A partire dai 15 mesi si può passare alla secondo tempo il cui obiettivo è far riconoscere il nome all’oggetto corrispondente.

Terminato di rinominare le carte selezionate e lasciato al bambino il tempo necessario di osservazione, chiederemo al bambino di riconoscere l’oggetto in base al nome che pronunciamo.

Ad esempio: “Mi indichi/mi dai la mela?”
Se il bambino si rivolgerà verso la carta corretta, l’associazione sarà andata a buon fine e potremo rispondere in maniera affermativa o con un semplice “Grazie”.
Nel caso in cui il bambino prendesse una carta raffigurante un oggetto diverso è importante che venga ripetuto il nome corretto dell’oggetto rappresentato nella carta che ha preso il bambino.
Se, ad esempio, l’adulto ha pronunciato “mela” e il bambino ha preso invece una “banana” la correzione deve essere: “Questa è la banana. Mi prendi la mela?”
La ripetizione e l’interrogazione ripetuta è alla base dell’efficacia di questo metodo ideato da Maria Montessori.

Terzo tempo della lezione montessoriana

Il terzo e ultimo tempo tempo si propone solo quando il bambino ha iniziato a pronunciare qualche parola. L’obiettivo è consolidare l’associzione immagine-parola facendo pronunciare al bambino il nome dell’oggetto rappresentato dalla carta che si propone.
Quindi, proseguendo la verifica di apprendimento del bambino, indichiamo una carta e chiediamo al bambino: “Cos’è questo?”
Se il bambino dirà il nome corretto l’associazione della nomenclatura sarà stata raggiunta
In caso contrario si pronuncia il nome corretto dell’oggetto e si ripone la domanda.

Quando svolgiamo la lezione in tre tempi, è molto importante prestare attenzione a come ci rivolgiamo al bambino. Ad una risposta errata del bambino evitiamo di reagire in maniera eccessivamente negativa e discorsiva per es.”No, hai sbagliato; è così; non è quello ma questo”. Associare un’esperienza negativa ad un’esperienza di apprendimento e di gioco, limita l’apprendimento stesso.

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