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Lo sviluppo del linguaggio è strettamente connesso a quello di altri ambiti della conoscenza. Già appena nato, il bambino riceve tantissimi stimoli e sollecitazioni che lo portano a sviluppare nell’arco di pochi mesi molte abilità differenti. Anche se fino ai 4-6 mesi i bambini non mostrano nessun tipo particolare di abilità vocale, fin dalla nascita inizia ad avere luogo il cosiddetto “apprendimento implicito”. Il linguaggio infatti è come il punto di incontro fra gli stimoli derivanti dal mondo esterno e le abilità di partenza. Insomma, anche quando non sembra, i bambini stanno già apprendendo! Fra le abilità che sviluppano nei loro primi mesi di vita, troviamo tutte le quelle che hanno a che fare con la sfera del linguaggio.

Il processo di sviluppo del linguaggio e della comunicazione è progressivo e naturale, ma può essere stimolato da giochi educativi. Vediamo allora come evolve e come si può aiutare il bambino a svilupparlo.

Lo sviluppo del linguaggio nei bambini da 0 a 1 anno

Nel primo anno di età i bambini non sviluppano ancora il linguaggio, ma piuttosto “esercitano la loro voce”. Questo significa che dapprima imparano a vocalizzare, per poi passare al processo di lallazione, ossia quel periodo durante il quale scandiscono solo alcune sillabe. È spesso attorno all’anno di età che iniziano a pronunciare le primissime parole.
Tuttavia, anche se ancora non parlano, la loro mente è già capace di recepire tantissimi stimoli. Quindi a partire dai 9 mesi si può avviare la lezione in tre tempi teorizzata da Maria Montessori attraverso le carte della nomenclatura. Iniziando con la prima fase della lezione, sarà sufficiente mostrare al bambino una carta e dire in modo chiaro il nome dell’oggetto rappresentato. Poi è necessario lasciare al bambino il tempo necessario per osservarla attentamente. In questo modo, pur non articolando ancora le parole, imparerà a riconoscere gli oggetti e ad associarli alla loro forma e colore.

Ci sono altre attività che possiamo introdurre nella nostra quotidianità che favoriscono lo sviluppo del linguaggio:

  • Spiegare ad alta voce quello che stiamo facendo mentre lo stiamo facendo. Questo piccolo esercizio aiuta sia a interiorizzare parole e suoni, sia a tranquillizzare il bimbo durante operazioni che possono impaurirlo o infastidirlo: al cambio del pannolino o durante il bagnetto.
  • Raccontare gli eventi della giornata, aiutano, come il precedente esercizio, sia ad aumentare il bagaglio di parole, sia a dare un senso agli eventi successi e quindi avere controllo su quello che succede.
  • Attenzione ai termini che usate! Non aver paura a sostituire la parola generica “albero” con le varietà esistenti in natura. Fornire un vocabolario ampio e dettagliato è una ricchezza per il bambino (e anche per noi adulti!) e non richiede sforzi ulteriori.

Come si sviluppa il linguaggio nei bambini da 1 a 2 anni

Durante il secondo anno di vita il bambino migliora ancora di più le proprie abilità linguistiche. All’inizio pronuncia solo singole parole per esprimere richieste più complesse (ad esempio, dice “acqua” per spiegare che vuole bere l’acqua). Attorno ai 20 mesi arriva a saper ripetere le parole più importanti delle frasi che gli vengono rivolte e parla sia fra sé che con gli altri. Ai 2 anni, il bambino ha un vocabolario ancora piuttosto ridotto, ma riesce comunque a costruire frasi semplici e soprattutto capisce il significato di tantissime parole, anche se magari ancora non le sa usare.

Questa è senza dubbio una fase molto delicata per lo sviluppo linguistico del bambino, ed è importante che venga sollecitato nel modo appropriato. A partire dai 15 mesi si può avviare la seconda fase della lezione in tre tempi, che consiste nel mostrare al bambino alcune carte e chiedergli di riconoscere un determinato oggetto. La terza fase può essere introdotta solo da quando il bambino sa parlare, perché consiste nel chiedergli di nominare l’oggetto raffigurato dalla carta.

Ecco qui piccole attività che possiamo mettere in atto ogni giorno per aiutare il bambino che inizia a parlare:

  • gestire la frustrazione di non saper pronunciare bene le parole è uno dei compiti più complessi per un genitore. Possiamo aiutare il bambino ripetendo la parola per lui più faticosa lentamente facendogli sentire bene tutti i suoni di cui è composta.
  • Come per tutti i grandi passaggi dello sviluppo del bambino la regola è: non forzare! Quindi: non correggere direttamente una pronuncia ma ripetere la parola in modo che per lui sia un momento di ascolto e non di rimprovero; non forzare il bambino che non vuole parlare, non finiamo per loro le frasi e non fare confronti con altri bambini. Ma offriamo occasioni di ascolto e di parola con pazienza e fiducia.

Lo sviluppo del linguaggio nei bambini dai 3 anni

Quando il bambino ha già un vocabolario più ampio, quindi a partire dai 3 anni, lo si può stimolare attraverso attività più creative.

Le carte della nomenclatura sono sempre un ottimo punto di partenza, anche per giochi alternativi rispetto a quelli della lezione in tre tempi: dall’associazione della carta all’oggetto reale, al memory, alla classificazione in diverse categorie, fino ai primi esercizi di scrittura… lasciate pure spazio alla creatività, le carte sono una base davvero flessibile che accompagna il bambino in tutte le tappe principali dello sviluppo del linguaggio!

Oltre a queste attività educative, si possono proporre giochi più specifici e pensati proprio per bambini un po’ più grandi, come il raccontastorie o le storie al cubo.
Prima di tutto, grazie a questi giochi i bambini possono vedere da vicino come con i materiali che li compongono, infatti saranno proprio loro a trasferire le illustrazioni sui dischetti di legno o sulle facce dei cubi. Ma soprattutto questi giochi “crescono” insieme al bambino! All’età di 3-4 anni infatti possono essere usati per imparare parole nuove e modi di dire grazie alla guida delle illustrazioni. In seguito, attorno ai 5-6 anni, il bambino può provare a costruire una narrazione di senso compiuto. Addirittura potrà utilizzarli come veri e propri giochi da tavolo con cui migliorare le proprie competenze sociali e la capacità di stare alle regole.

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